Strumenti personali

La Fonte della Buona Sorte

Da Radiopotter Wiki.

(The Fountain of Fair Fortune)


C’era una volta un giardino segreto, protetto dalla magia più antica e più forte. Al suo interno era custodita la Fonte della Buona Sorte.
Una volta ogni anno, un uomo o una donna sfortunati, avevano la possibilità di entrare nel giardino e bagnarsi con l’acqua della fonte magica per ottenere per sempre la buona sorte.
Molte persone, maghi e non, si mettevano alla ricerca della Fonte della Buona Sorte, accorrendo da ogni angolo del regno.
Proprio durante questa ricerca, tre streghe s’incontrarono. Ognuna di loro cercava la fonte per porre rimedio alla propria infelicità.
La prima, Asha, era ammalata di una grave malattia che nessun Guaritore era riuscito a curare. Sperava che la fonte avesse potuto restituirle la salute. La seconda, Altheda, era stata derubata e umiliata da un mago. Sperava che la fonte potesse donarle ricchezza e annullare la sua sensazione d’impotenza. La terza, Amata, era stata abbandonata dall’uomo che amava. Sperava che la fonte potesse donare pace al suo cuore infranto.
Le tre donne decisero, così, di continuare insieme la loro ricerca, poiché tre menti lavorano meglio di una.
Durante il viaggio, trovarono un muro ricoperto di piante rampicanti, inciso da una crepa dalla quale, alle prime luci dell’alba, filtrava la luce solare.
Le piante si mossero e cinsero la povera Asha, trascinandola all’interno, ma quella afferrò le vesti di Altheda e la trascinò con se. Altheda afferrò, a sua volta, le vesti di Amata e prima che anche loro fossero inghiottite dalla vegetazione, Amata viene afferrata da un cavaliere, ma anche lui finì inghiottito dal muro.
I quattro si ritrovarono nel giardino incantato della Fonte della Buona Sorte.
Quando Asha e Altheda si resero conto che, a loro si era unito un nuovo contendente al bagno nella fonte, s’innervosirono. Ser Senzafortuna così, rinuncò al bagno comprendendo che le tre donne erano tre Streghe.
Amata, tuttavia, insiste perché il cavaliere non rinunci al suo desiderio e lo convince ad unirsi a loro.
Così i quattro ripartono insieme. Durante il cammino, però, gli si parano dinanzi tre prove.
Nella prima affrontano un ripugnante serpente gigante che domanda loro di mostrargli una prova del loro dolore.
Vani sono i tentativi di attacco, magici e non, per abbatterlo e avere la possibilità di passare, fino a che Asha non scoppiò in lacrime per la frustrazione.
Il serpente, incredibilmente, fu soddisfatto e li lasciò passare.
Nella seconda prova dovettero affrontare un ripido pendio, dove gli venne chiesto il pegno di pagare con i frutti delle loro fatiche.
Cercarono per ore di superare il pendio scalandolo, ma quello sembrava essere infinito. Grazie all’incoraggiamento che Altheda presta ai suoi compagni, incoraggiandoli a continuare, riuscirono a superare la prova.
Nella terza e ultima prova, i quattro viaggiatori, si ritrovarono ostacolati da un corso d’acqua.
Tentarono invano di nuotare da sponda a sponda o di galleggiare sulla sua superficie, ma quello aveva chiesto in pegno i tesori del loro passato e non si sarebbe lasciato raggirare così facilmente.
Amata così, sfodera la bacchetta, preleva dalla sua mente, i ricordi che possiede del suo amato e li depone nell’acqua.
Il corso d’acqua, soddisfatto del pegno pagato, si dischiuse rivelando delle pietre con cui i nostri amici attraversarono tranquillamente il fiume.
Giunsero così alla Fonte della Buona Sorte, ma in quella, a pochi metri dall’acqua, Asha ebbe un collasso e non riuscì a raggiungerla per la troppa sofferenza. Era quasi in fin di vita quando, finalmente, Altheda riesce a portare a termine una pozione da somministrare alla compagna. La miscela però fu talmente potente da guarire completamente la ragazza dalla sua malattia.
Asha così, non ebbe più bisogno di bagnarsi nella fonte e il suo posto ai suoi compagni. Osservando Asha, Altheda si rese conto di avere particolari capacità curative e comprende d’avere trovato un lavoro e insieme una soluzione alle sue sofferenze di povertà e impotenza. Rinunciò, così, anche lei al bagno nella fonte e lasciò il suo posto ai compagni.
Amata, invece, comprese d’aver restituito pace al suo cuore infranto nel momento in cui liberò la mente dai ricordi del suo amato, comprendendo quello che l’uomo era realmente: crudele e infedele.
Anche Amata, rinunciò così al bagno nella fonte e indietreggiò lasciando il suo posto a Sir Senzafortuna, affermando che meritava di bagnarsi grazie al coraggio che aveva dimostrato lungo il cammino.
Il cavaliere, felice della sua fortuna, entrò nella fonte, si pose in ginocchio ai piedi di Amata e la chiese in sposa.
Tutti e quattro realizzarono i loro sogni e si allontanarono felici, tenendosi a braccetto, dal giardino incantato, senza scoprire mai che la Fonte della Buona Sorte non era altro che una fonte come tante altre presenti nel regno: senza alcun potere magico.


Torna alle Fiabe