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Il Mago e il Pentolone Salterino

Da Radiopotter Wiki.

(The Wizard and the Hopping Pot)



C’era una volta un vecchio mago. Abitava in un piccolo villaggio con suo figlio e adorava aiutare i suoi vicini preparando antidoti e pozioni usando quello che lui chiamava, il suo “fortunato pentolone da cucina”. Quando il vecchio raggiunse una veneranda età, morì e lasciò in eredità a suo figlio, il “fortunato pentolone”.
Dentro il pentolone, il ragazzo, trovò una pantofola spaiata e una nota di suo padre che diceva: “nella più profonda speranza, caro figlio, che tu non debba mai averne bisogno”.
Il giovane, deluso dal fatto che la sua eredità fosse così misera, voltò le spalle ai suoi vicini. Quando un’anziana signora bussò alla sua porta per chiedere aiuto riguardo il terribile caso di verruche di sua nipote, lui gli sbatté malevolmente la porta in faccia.
Appena la porta fu chiusa, sentì uno strano rumore provenire dalla cucina. Quando vi si precipitò per scoprire la causa del suono, il ragazzo vide che al particolare pentolone era spuntato un piede ricoperto di verruche.
Vani furono i tentativi del giovane di sbarazzarsi del pentolone, ma quello saltellando e producendo un sinistro “clang, clang, clang”, lo seguiva ovunque.
Il giorno seguente, un uomo bussò alla porta chiedendogli aiuto per ritrovare il suo asino che si era perso e senza di lui non avrebbe potuto portare la merce in città e la sua famiglia avrebbe sofferto la fame. Anche questa volta il giovane voltò le spalle al suo vicino.
“Clang, clang, clang”, il pentolone questa volta, oltre al suo piede verrucoso, produsse il verso di un asino e quello di uno stomaco affamato.
Il ragazzo però era testardo e non prestò il suo aiuto neanche ai seguenti vicini che chiesero il suo aiuto. Così, il pentolone, continuò a collezionare le sofferenze delle persone. Ci furono lacrime, vomito e un cane mugolante prima che il giovane cedesse alle volontà di suo padre.
Raccolse così, tutti i suoi vicini insieme e risolse uno per uno i loro problemi e i loro malanni. Ogni volta che un suo vicino veniva aiutato il pentolone di svuotava del peso della sua sofferenza, fino a quando non ricomparve la pantofola spaiata, che calzava a pennello al piede del “fortunato pentolone” salterino. E insieme, il giovane e il pentolone, si diressero verso il tramonto.


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