Lorenzo De Angelis - Fred&George Weasley

Nonostante la giovane età hai già alle spalle una lunga carriera di attore e doppiatore. Come hai iniziato?
Ho iniziato quando avevo sei anni grazie a mio padre, doppiatore, che mi fece fare il primo provino. Ho cominciato a fare doppiaggio perché da piccolo ero molto chiuso; grazie al consiglio di una psicologa che spronò mio padre a farmi fare qualche sport o comunque qualcosa che mi facesse relazionare di più con le persone, mi ritrovai a fare quel provino in cui scoprii il mio talento... e da allora non mi sono più fermato! Attore, invece, lo sono diventato quasi per caso, a undici anni.

Un percorso inverso, quindi? Di solito si diventa doppiatori essendo già attori.
Esatto, ho fatto un percorso opposto.

Fra l'altro come attore hai recitato anche in Caruso: zero in condotta al fianco di Francesco Nuti. Qual è l’insegnamento più grande che ne hai tratto?
Pensa che mi chiamo Lorenzo per la famosa battuta di Nuti “Perché te tu sei Lorenzo” (in Tutta colpa del Paradiso). I miei genitori erano indecisi sul nome e... decisero per Lorenzo! Fra l’altro il padre di Francesco Nuti si chiama Lorenzo. Per me lavorare con lui è stato un caso del destino incredibile. È stata una bellissima esperienza... tra tutte le esperienze cinematografiche che ho avuto, è stata quella che ricordo con più gioia. Ero un pischello, avevo sedici anni! Abbiamo girato a Forte dei Marmi con tanti ragazzi della mia età, e lui mi ha insegnato tantissimo proprio dal punto di vista attoriale, di come impostare i personaggi. Ricordo che fu un gran lavoro: una bellissima esperienza.

Tornando al doppiaggio, ti ispiri a qualche doppiatore in particolare?
Dovendo fare dei nomi, uno dei miei preferiti è Dario Penne: un vero must del doppiaggio. Si possono fare tanti altri nomi ma comunque, quando doppio, cerco sempre di essere meno “doppiaggese” e più naturale possibile. E spesso vengo chiamato a doppiare alcuni personaggi forse anche per questo motivo, per questo mio modo di recitare meno tecnico. Potrebbe essere anche un punto a mio sfavore ma probabilmente, proprio perché sono un attore oltre che doppiatore, cerco sempre di portare un po’ di spontaneità nei personaggi che doppio.

Quindi non solo una tecnica pulita e una dizione perfetta, ma soprattutto un avvicinamento al personaggio?
Tecnica e dizione ci devono essere sempre. Però, essendo attore, cerco di entrare nel personaggio anche dal punto di vista fisico: se in una scena c’è un attore che corre e recita una battuta, cerco di fare i suoi stessi movimenti. È un tipo di doppiaggio che, purtroppo, non tutti continuano a fare. Molti doppiatori, oggi, recitano la battuta alla perfezione... ma non è la stessa cosa.

Un modo di doppiare “anomalo” che non si smentisce in Harry Potter: hai dato la voce a due gemelli, Fred e George Weasley, fra i personaggi più simpatici di tutta la saga.
Esatto! Fred e George sono dei personaggi “minori” ma tutti si ricordano di loro in modo molto carino e particolare. Sono cresciuti tantissimo, e con loro sono cresciuto anch’io come gli altri doppiatori che hanno partecipato dal primo film. Il timbro è sempre lo stesso ma ho provato a diversificarne le voci. Abbiamo sempre doppiato prima uno e poi l’altro, mai tutti e due insieme: prima Fred, poi George, anche nello stesso anello.

C'è qualche altro personaggio della stessa saga che ti ha colpito in modo particolare?
Hermione. E fra l’altro l’attrice che la interpreta è anche molto carina!

Regista e produttori sono stati fortunati da questo punto di vista. I protagonisti sono personaggi riusciti anche dal punto di vista fisico nel tempo, non trovi?
Sì, certo, ma quando a un bambino fai recitare il primo film a dodici anni è inevitabile che diventi davvero Harry Potter!

E indipendentemente da Harry Potter, c’è qualche attore o personaggio che vorresti doppiare in futuro?
Ho finito da poco di doppiare Andrew Garfield in The social network, un attore molto bravo che, fra l’altro, sarà il nuovo Spiderman! Spero di continuare a dare la voce a lui perché mi piace molto il suo modo di recitare. Nel doppiaggio spesso le cose cambiano, cambiano i direttori e non è detto che la voce di un attore rimanga la stessa.

Vuoi dire qualcosa agli aspiranti doppiatori?
Consiglio anzitutto di fare molta attenzione alle varie scuole di doppiaggio. Spesso illudono le persone. Fare doppiaggio è difficile, anche per me che faccio questo lavoro da quando avevo sei anni. Non è detto che si lavori sempre, bisogna essere abili anche nelle pubbliche relazioni. Purtroppo non basta avere talento perché non sempre il talento viene premiato. Occorre tanta voglia e tanta determinazione per fare questo lavoro, e poi magari trovare persone disposte a insegnare i segreti, avere la pazienza di stare ore e ore in sala e assistere mentre gli altri doppiatori lavorano. Solo così si può imparare.

Cosa bolle in pentola? Hai progetti o stai già lavorando a qualcosa per l’immediato futuro?
Intanto torno in Provaci ancora Prof. 4. Ho recitato nella prima e seconda serie e, dopo una pausa nella terza, torno come poliziotto. Poi ho girato una fiction che uscirà fra non molto su RaiUno, Il restauratore, con Lando Buzzanca; è una serie molto carina, fatta bene! E poi sto doppiando un cartone, Inazuma Eleven, in onda su RaiUno. La prima serie ha avuto molto successo e ora ci sono altre ottanta puntate.

Sempre sospeso fra recitazione e doppiaggio, le tue grandi passioni.
Sì, anche se quando mi si chiede “che fai nella vita?” rispondo “l’attore”. Per me un doppiatore è anche un attore. Tutti i più grandi doppiatori non arrivano da scuole di doppiaggio ma da accademia di arte drammatica, teatro, cinema.

Non ci resta che farti un enorme in bocca al lupo e... ti aspettiamo su RadioPotter.com!
Crepi! A presto!